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Quando i soldi “governano” il cervello: due libri per capire cosa succede

Non lo hanno concordato, di certo, ma l’obiettivo alla fine è lo stesso. Indagare in modo serio su cosa avviene nei meccanismi del cervello quando si ha un chiodo fisso: i soldi. Così Vittorino Andreoli e Paolo Legrenzi hanno di recente pubblicato due libri dal titolo molto simile e molto chiaro: “Il denaro in testa” (pp. 247, Rizzoli) il primo, e “I soldi in testa. Psicoeconomia della vita quotidiana”, (pp. 148, Laterza) il secondo. Senza mezzi termini Andreoli, noto psicologo che ha indagato nell’animo e nel cervello umano con le più diverse patologie, e che ammette “di avere scarsa dimestichezza con l’economia grande e piccola, tanto da dimenticare spesso il portafoglio a casa”, indica nella ricerca smodata della ricchezza, e nell’ammirazione per chi infrange la legge un vero e proprio cancro del nostro tempo.

Legrenzi, che oltre ad essere professore straordinario presso la Ca’ Foscari di Venezia, fa lo psicologo economico e si occupa di educazione finanziaria per Patti Chiari-Abi, nelle sue pagine prova a tracciare un breve percorso di educazione finanziaria. “Aver un minimo di alfabetizzazione economica – dice nell’introduzione – è paragonabile a quello che un tempo era saper leggere e far di conto e oggi è usare un computer e navigare in rete: vista in quest’ottica, l’economia non potrebbe diventare una materia insegnata nella scuola dell’obbligo”. Già, davvero non potrebbe?

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