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Il NYT invita a consumare di più e lancia le sue regole. Perchè?

Simpatico e interessante l’articolo pubblicato da Repubblica il 12 aprile scorso. Si parla delle “sei regole d’oro per convicere il consumatore a comprare di più”. Niente di particolarmente nuovo, per carità, (la disposizione deibeni sugli scaffali, le offerte mirabolanti con sconti scritti a caratteri cubitali, i percorsi che obbligano a vedere tutta la merce, e altro…). Unico dettaglio nuovo sembra essere quello della confusione studiata ad arte, con la merce accalcata nel centro degli spazi, ad indicare una specie di affollamento da prodotti a basso costo, il tutto per segnalare in maniera indiretta un affare da cogliere al volo. Che poi, alla fine, si scopre essere poco affare…

Bene, un articolo del corrispondente negli Stati Uniti, Federico Rampini, sempre molto attento ai fenomeni nascenti in merito ad aspetti sociali ed economici, che indica soprattutto la nuova spinta che le aziende stanno dando per far ripartire i consumi, nuovi modelli di marketing diretto.

Ecco, una sola nota di perplessità: ma il New York Times, una delle testate giornalistiche più autorevoli della storia del giornalismo, riporta queste cosiddette regole riprendendole da altra fonte, o invece le lancia come proprie (così pare dall’articolo di Rampini). E se è così, a che pro un giornale lancia campagne per consumare e comparare di più? Magari facendo debiti…

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