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Il microcredito sotto accusa e le attenzioni (scarse) dei media italiani

Sì, qualche articolo c’è stato, ma è davvero poco. Vista l’importanza del personaggio sotto accusa, Muhammad Yunus, grande sostenitore del microcredito e inventore della Grameen Bank nel suo Paese, il Bangladesh, e soprattutto vincitore del premio Nobel per la pace nel 2006, e visto il tema che sembrava fino a poco tempo fa essere davvero la svolta nella lotta per la povertà (la concessione di microprestiti per lo sviluppo di progetti personali e familiari di riscatto in zone di scarso sviluppo), ebbene viste le premesse forse i media nostrani potrebbero dedicare qualche attenzione in più. Yunus è al centro di una strana vicenda giudiziaria che lo vede accusato di distrazione di fondi. E il microcredito in crisi perchè si susseguono i suicidi di debitori che in India non riescono più a restituire i prestiti a tassi d’interesse sempre più alti. Il microcredito è in crisi, attaccato, preso di mira. Non è quindi solo una questione personale (giustamente imbarazzante per la levatura del personaggio), c’è di più: è in discussione il futurodi uno dei pezzi emergenti del nuovo welfare considerato importante anche qui da noi.

Ma cosa c’è realmente dietro? Perchè ciò che ha funzionato e prodotto eccellenti risultati per decenni ora non funziona più? Cosa è avvenuto? Sarà perché Yunus aveva deciso di impegnarsi in politica per il suo Paese, creandosi non pochi nemici? O davvero nel sistema “che aiuta milioni di poveri, ma anche gallina dalle uova d’oro” c’è qualcosa da rivedere?

Ebbene al di là delle opinioni personali non mancano i temi per delle belle inchieste che non riportino solo lanci di agenzia, per un dibattito e un sereno confronto sull’argomento. Le attendiamo fiduciosi.

Sull’esempio di quel che ha fatto, senza paura, una rivista seria come Valori, nel numero di marzo 2011.

Per approfondimenti ad essa rimando e ne consiglio la lettura

www.valori.it

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