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Banca d’Italia: meno risparmi, più prestiti. E salgono pure i tassi d’interesse le famiglie italiane sono ancora più in crisi

Nuovi dati sulla situazione economica delle famiglie italiane, e sono ancora una volta negativi. E’ una linea di tendenza che sembra non trovare sosta. Sono gli ultimi numeri riportati nel Bollettino della Banca d’Italia “Monete e banche”, diffuso l’8 marzo. In sintesi: diminuiscono i risparmi, aumenta la richiesta di credito, aumentano i tassi d’interesse praticati sui prestiti (in particolare i mutui), mentre diminuiscono quelli sui depositi. E in più, logica conseguenza, aumentano le sofferenze per gli istituti di credito, ossia quella quota di prestiti che è sempre più difficile recuperare.

L’Istituto di credito principale del nostro Paese registra numeri che fotografano con chiarezza il quadro della situazione.

Le famiglie (tutte quelle residenti in Italia, a prescindere dalla nazionalità) hanno bisogno di soldi e li chiedono agli istituti di credito, in misura sempre maggiore. L’aumento a gennaio 2011, rispetto al mese precedente, è stato del 5% (Esattamente un anno prima era stato di “solo” 3,8%). Prestiti finalizzati soprattutto a mutui-casa (in sostanzioso aumento) e per il credito al consumo (sostanzialmente stabile). A conferma che, nonostante le difficoltà del mercato delle abitazioni, il mito della casa di proprietà resta forte.

Viceversa i depositi, ossia i risparmi, tradizionale risorsa del nostro Paese, frenano la crescita, anzi, diminuiscono. La raccolta nel settore privato (che include, oltre alle famiglie e alle società non finanziarie, le imprese assicurative, i fondi pensione e le altre istituzioni finanziarie, escluse le operazioni condotte con controparti centrali), ha registrato nel mese di gennaio una diminuzione dell’1,7%, che ha fatto seguito ad altri due cali dell’1,4 e dell’1,2, rispettivamente nei due mesi precedenti, quando invece a cavallo del 2009-2010 si viaggiava a ritmi di crescita del 5,5%. In particolare per le famiglie il dato relativo alle consistenze di conti correnti, depositi con durata prestabilita, depositi rimborsabili con preavviso e pronti contro termine, passa dallo 0,70 allo 0,69. Insomma, conti correnti e investimenti più scarni.

E a fronte di ciò c’è, per di più, anche il rialzo dei tassi di interessi praticati: per il credito al consumo il gennaio 2011 regista un livello medio dell’8,78 contro l’8,33 del dicembre 2010; mentre per i mutui si passa dal 3,18 al 3,36.

Tra le righe c’è, purtroppo, anche un altro dato interessante da segnalare, e che preoccupa se è visto in una logica di lungo termine: rispetto al gennaio 2010 i prestiti per l’acquisto di abitazioni si spostano sempre di più verso un periodo di ammortamento oltre i 5 anni, mentre diminuiscono quelli con tempi ridotti. Quindi impegni onerosi di lunga portata con evidente rischio sofferenza. Appunto: i prestiti non restituiti, la fatica di pagare, l’impossibilità di rispettare un impegno preso. Vediamo la tendenza anche guardando indietro nel tempo. Per le famiglie consumatrici nel 2008 (quando gli effetti della crisi ancora dovevano pesare) erano 9.143 i milioni di euro non rimborsati ai creditori. A gennaio 2010 si è passati a 12.945. Ma nel gennaio di quest’anno l’allarme sale d’intensità, e di molto: sono 19.186 i milioni di euro che gli istituti di credito non riescono a riscuotere da famiglie sempre più in crisi e con evidente difficoltà di pagare i propri debiti.

Conclusioni: si vuole ancora pensare alla famiglia italiana parsimoniosa e “diversa” dagli spendaccioni di altri Paesi o è giunto il momento, come ripetiamo noi di Proseguo, di prendere provvedimenti?

Per scaricare il bollettino

o clicca qui Bollettino Banca d'Italia (493 download)

o vai su www.bancaditalia.it

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