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Ultime dalle famiglie: la situazione economica è sempre più difficile

Dati, rapporti sullo stato di salute economico delle famiglie italiane. Che è sempre più critico. Soprattutto se li incrociamo. Il primo è il Rapporto sulla “Coesione sociale 2012”(Istat-Inps. Ministero del Lavoro e politiche sociali)  “Aumenta la povertà in Italia”, a rischio la coesione sociale. Il secondo il Rapporto mensile dell’Abi (l’Associazione Bancaria italiana): “Aumentano le sofferenze bancarie”, ossia i prestiti che i clienti non riescono più a restituire.

“Nel 2011, le famiglie in condizione di povertà relativa – ci informa l’Istituto centrale di Statistica – sono in Italia 2 milioni 782 mila (l’11,1% delle famiglie residenti) corrispondenti a 8 milioni 173 mila individui poveri, il 13,6% dell’intera popolazione.”. Inoltre,  “Nel corso degli anni, la condizione di povertà è peggiorata per le famiglie numerose, con figli, soprattutto se minori, residenti nel Mezzogiorno e per le famiglie con membri aggregati, dove convivono più generazioni.”

Ma è il percorso in questi anni che allarma di più, il cosiddetto trend. L’indicatore sintetico “Europa 2020”, che considera le persone che sono a rischio di povertà o di esclusione sociale, infatti, “è cresciuto per l’Italia dal 26,3% del 2010 al 29,9% del 2011, un livello significativamente superiore alla media europea. La variazione negativa di 3,3 punti percentuali è la più elevata registrata nei Paesi compresi europei.”

E il dato delle Banche illustra ancora di più su quello che Pro.Seguo sta dicendo da tempo: attenzione, le famiglie sono sempre più sovraindebitate, e quindi non ce la fanno a pagare.

“ In crescita – si legge nel rapporto mensile – a quota quasi 118 miliardi a fine settembre 2012 le sofferenze lorde. In aumento il rapporto sofferenze lorde/prestiti. A fine settembre 2012 le sofferenze (a lordo delle svalutazioni monetarie)  sono risultate pari a circa 117,6 miliardi di euro, 1,8 miliardi in più rispetto ad agosto e +15,6 miliardi rispetto a settembre 2011, segnando un incremento annuo di circa il 15,3%. In rapporto agli impieghi le sofferenze risultano pari al 5,9% a settembre 2012 (5,1% un anno prima).

Con riguardo alle sofferenze al netto delle svalutazioni, a fine settembre 2012 esse sono risultate pari a quasi 67,5 miliardi di euro, circa 1,5 miliardi in più rispetto al mese precedente e quasi +12 miliardi rispetto a settembre 2011 (+21,6% l’incremento annuo).

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